Internet è una grande infrastruttura portatrice di conoscenza e informazioni; una piattaforma sulla quale costruire nuovi mondi socializzanti. In poco meno di venti anni è divenuta un fenomeno di massa che ha cambiato i costumi e i modi di agire e pensare delle persone. Grazie alla rete ci si può esprimere liberamente e attingere informazioni che mai si sarebbero potute raggiungere prima. Ma questa formidabile tecnologia di comunicazione è anche fonte di controllo e sorveglianza sull’utente che la utilizza.
Anni fa mi accadde un fatto singolare. Mentre comunicavo in rete attraverso un programma di messenger chiamato ICQ, improvvisamente apparvero delle frasi incoerenti nella finestra della chat. Le espressioni erano alquanto minacciose e offensive e non erano state formulate da noi interlocutori. Insomma, un altro utente si era inserito furtivamente nella conversazione e quindi nel mio sistema operativo. Il cracker dilettante sfruttava un piccolo virus trojan che permette di comandare il mio computer a distanza. Da quel giorno mi resi conto quanto i sistemi informatici possano essere vulnerabili e come possano essere controllati dal mercato. Sicuramente è capitato più volte che il vostro personal computer connesso alla rete si sia comportato in maniera anormale, oppure che abbiate ricevuto sovente, senza averle richieste, e-mail pubblicitarie troppo attinenti ai vostri interessi. Le stranezze che spesso si notano osservando il monitor che ci proietta nel cyberspazio sono una diretta conseguenza della nuova e moderna forma di controllo sociale attuata in Internet. Ma la sorveglianza sociale non si applica solo sulla persona del mondo reale. L’individuo una volta connesso e immerso nella rete telematica si trasforma in dati digitali, informazioni che si possono facilmente estrapolare e archiviare.
Come si vedrà nell’argomentazioni di questa tesi, l’era digitale ha mutato la dimensione della sorveglianza: dalla Società Disciplinare di Foucault, in cui l’individuo è osservato dal guardiano nella torre, si è passati al controllo della persona tramutata in alter-ego virtuale-digitale, in dati sensibili linfa vitale della Società dell’Informazione. E il database, tesoro inestimabile dei tempi moderni, è la chiave di vigilanza sull’individuo.
Il controllo sociale dall’era moderna fa parte del patto sociale tra individuo e Stato, ma la forma pervasiva digitale è in grado di vegliare sia sul singolo utente che su scala globale. Si dimostrerà che la particolare architettura di Internet, concepita come infrastruttura per la comunicazione, forma un sistema di controllo a più centri chiamato Superpanopticon, dove i pochi nodi più importanti e più potenti dominano il mercato e applicano una stretta sorveglianza elettronica. Questa particolare configurazione della rete, studiata dalle scienze matematiche come sistema emergente, fa si che nascano delle figure sociali influenti e determinanti nella distribuzione della conoscenza e nella selezione delle informazioni. Gli Opinion leader virtuali, come le riviste e le testate giornalistiche on-line o i più importanti blog, e soprattutto i e-gatekeeper, come i motori di ricerca Google e Yahoo!, operano un controllo a tutto campo sulla vita digitale dell’utente, archiviando e incrociando immensi database, e creando una vera e propria cultura che influenza tutta la società.
Dai primi anni del ventunesimo secolo l’uso e la filosofia della rete sono mutati in una nuova forma, chiamata Web 2.0, che ha dato una fruibilità attiva agli internauti e ha ampliato la collaborazione e la cooperazione, caratteristiche che hanno sempre contraddistinto il mondo dell’informatica. Gli utenti, grazie a nuove tecnologie per il Web, si sono trasformati da semplice pubblico semi-passivo ad autori di materiali d’ingegno condivisi e aggregati, e hanno acquisito la possibilità di diffondere dati e informazioni indipendentemente dall’autore e dalla fonte. Una vera e propria rivoluzione che ha dato i natali all’Internet Sociale. Ma alcuni centri di potere emergenti della rete, come Google, hanno cavalcato questa innovazione sfruttando il lavoro collaborativo delle comunità Open Source, la filosofia informatica che rende il software modificabile e rivendibile, ricavandone un immenso potere e creando un vero e proprio monopolio al pari del colosso Microsoft. In particolare si vedrà come il motore di ricerca più famoso del mondo opera una smisurata estrazione di dati personali, e grazie alla costituzione e all’uso incrociato di immensi database, seleziona i link e i siti in base alla offerta pubblicitaria influenzando pesantemente le scelte dell’utente, contando sulla reputazione della trasparenza e della presunta oggettività dei suoi sistemi automatizzati. Il maggior pericolo forse non dipende dalle strategie pubblicitarie di Google, ma semmai dall’accesso indiscriminato da parte del governo statunitense, dal Patriot Act in poi, agli strumenti di ricerca e ai database dell’azienda di Mountain View. Si vedrà inoltre come sarà il futuro della rete grazie allo sviluppo del Web Semantico. Un nuovo Web dove ogni contenuto dovrebbe includere delle meta-informazioni che lo descrivono, ma che potrebbe causare la creazione di un impianto di controllo perfetto, dato che non si potrà più dissociare l’autore dal prodotto intellettuale.
La rivoluzione del Web 2.0 ha portato nel mondo telematico anche dei fenomeni che in modi differenti sfuggono al controllo e alla sorveglianza. Ad esempio il blog, strumento di libera espressione, anche se si allinea alle gerarchie della rete, perché esistono solo pochi diari on-line con un grande quantità di accessi e link, se analizzato nella sua fenomenologia, cioè se si osserva nella sua complessità del fenomeno blogosfera, opera da vero e proprio mediatore tra le differenti aree tematiche dei gruppi sociali in rete, e immettendo una grande mole di informazioni elude il controllo attuato sulla diffusione delle notizie. Come per la blogosfera la vera capacità di contrastare la sorveglianza elettronica è la cosiddetta Forza dei Molti che costituisce l’energia vitale fondante dell’enciclopedia libera on-line Wikipedia. Un’opera costruita dal basso completamente aperta alle modifiche di chiunque, che ha acquistato il prestigio della più quotata Enciclopedia Britannica cartacea. Il libero accesso alle modifiche delle sue voci offre un’alta probabilità di controllo da parte dei tycoon economici o dei governi, in modo tale che la conoscenza al suo interno sia usata per influenzare le opinioni degli utenti. Ma pur mancando controlli da parte di una redazione le sue lemme sono per la maggior parte attendibili grazie alla democraticità dei suoi inserzionisti che eludono le mis
tificazioni.
Dopo aver dimostrato l’alto livello di controllo che pervade tutta le rete, si affronterà la questione sulla risposta concreta che si può attuare contro la sorveglianza elettronica. Le forme legislative nazionali e internazionali sulla tutela della privacy, come vedremo, non sono ancora sufficienti a proteggere l’individuo, che invece può riparare e limitare il controllo con l’ausilio di software e hardware atti a eludere le invasioni e gli attacchi provenienti dal Web. È probabile che una grande forza di resistenza possa sorgere dal Web 2.0 con il potenziale collaborativo e cooperativo della già citata Forza dei Molti, dove i netizen stessi possono utilizzare insieme la conoscenza che nella rete è sinonimo di potere, amministrandola attraverso l’economia del dono, per contrastare le lobby di Internet che fanno di tutto per applicare copyright e controlli.
- author: Quezal
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